|
Il giro di Monte Moro
Tempo di percorrenza: 4,30 ore - dislivello: 800 metri - grado difficoltà: media (per buoni camminatori) Questo itinerario è indicato per buoni camminatori non tanto per le difficoltà ma piuttosto per la lunghezza del percorso (15 km.) e la durata dell’escursione. Dall’abitato di Frabosa occorre raggiungere la locale Caserma dei Carabinieri quindi la partenza dallo skilift Rododendro (dove si trova l’impianto di innevamento programmato). Da qui si prosegue a sinistra e superata la località Lanza Villa abbandonando l’asfalto, si continua in salita su strada sterrata arrivando in località "la Croce" ottimo punto panoramico su Frabosa. Con un tratto poco impegnativo si entra nel vallone di Rio Straluzzo e si arriva ad un ponticello che supera il corso d’acqua Oltrepassata una piccola abetaia il sentiero perde leggermente quota per recuperare poi con una ripida rampa che prosegue attraversando la pista di sci del Malanotte. Al primo bivio teniamo la destra (frecce segnaletiche). Il sentiero prende quota gradualmente e la vista spazia sulla Val Corsaglia, Pra di Roburent, Monte Merdenzone. Oltrepassate le baite diroccate di Tetti Lorgane, presso un piloncino votivo vicino a una casa rurale in disuso, troveremo una sorgente che sgorga fresca tra i larici. Proseguendo si raggiunge un alpeggio da dove si intravedono gli impianti di risalita di Prato Nevoso e la colla del Prel. Dal colle si prende a destra la carrozzabile asfaltata che attraversa Prato Nevoso, oltrepassato il primo tornante si svolta a sinistra nei pressi di un ripetitore seguendo le indicazioni per la Baita delle Stelle. Questa strada continua sterrata tra splendide abetaie ricche di rododendri e mirtilli per arrivare presso la stazione di arrivo della seggiovia di Monte Moro (mt. 1674). Sulla sommità di Monte Moro (mt. 1739) si può osservare la rampa di lancio per deltaplani del "Delta Club" di Mondovì. Per scendere a Frabosa Soprana a piedi occorre però imboccare sul lato ovest di Monte Moro la pista di sci Plan Brun, che scende, da prima come pratone, poi sotto forma di mulattiera fino ad un gruppo di rocce detto "Gruppo del Dente" mt. 1552 ove si imbocca la carrareccia che scende a tornanti e prosegue per circa 5 km fino a raggiungere la pineta del Gancio in prossimità della partenza della sciovia "Rododendro" superata all’andata. Nota: per ulteriori e più impegnative escursioni è possibile contattare gli accompagnatori naturalistici presenti nel Capoluogo - tel. 24.45.20. Gli itinerari proposti sono forniti da Fabrizio Rasore e Alessandro Barabino, cui va il nostro ringraziamento.
L’APT declina ogni responsabilità per incidenti, danni e smarrimenti in montagna
|